Perché questo blog?

Caro musicista, benvenuto tra le pagine di Beethoven Autentico.

Mi chiamo Gabriele Riccobono e sono il fondatore e il responsabile di questo spazio, in cui ci occupiamo di capire

  1. Cosa è di Beethoven e cosa no nelle parti che hai sul leggio?
  2. Come suonarlo nel modo più vicino possibile alle sue vere intenzioni?

Prima di spiegarti meglio cosa significa, se ti interessa, qui trovi un paio di righe biografiche su di me. Tornando a noi…

…devi sapere che a partire dai primi anni successivi alla morte di Beethoven (1827) editori e musicisti hanno iniziato a “ritoccarne” la musica.

In un processo in corso ormai da due secoli, sono stati operati tagli, aggiunte e ogni genere di alterazioni per adattare ciò che Beethoven aveva scritto al gusto e alle possibilità tecniche delle epoche successive – spostando legature, cambiando note, alterando le dinamiche, la strumentazione, e così via.

In poche parole, oggi non hai sul leggio ciò che ha scritto Beethoven, ma ciò che ha scritto Beethoven, modificato da qualcun altro:

“Le intenzioni originali del compositore sono state corrotte nel tempo (…) Quando un testo è corrotto, mette una barriera che non dovrebbe esserci tra il compositore e l’ascoltatore. Non stai ascoltando una sonata di Beethoven, ma una sonata di Beethoven adattata da qualcun altro.”

– Prof. Barry Cooper, Manchester University –

N.B. Tutto ciò non riguarda solo il testo, ma lo stesso modo di interpretarlo.

Dobbiamo infatti ricordarci che Beethoven, da musicista della SUA epoca, utilizzava indicazioni che nella SUA epoca potevano avere un significato completamente diverso da quello che oggi hanno per noi.

“Noi scriviamo in modo diverso da come eseguiamo…”

diceva François Couperin nel suo celebre L’Art de Toucher le Clavecin (1717).

Suonare in modo letterale ciò che vediamo scritto in autori come Beethoven è un’operazione che ci allontana dal risultato che il compositore si aspettava.

La musica di Beethoven prevede al contrario una lunga serie di “modifiche convenzionali” da apportare durante l’esecuzione.

Si tratta del complesso della cosiddetta prassi esecutiva storica:

  • il prolungamento in certi casi della prima nota sotto una legatura
  • l’esecuzione stretta di alcuni ritmi puntati
  • la loro assimilazione a terzina
  • ecc. (l’elenco è lunghissimo).

Ricapitolando…

Oggi (1) abbiamo sul leggio parti non sempre attendibili e (2) siamo abituati a suonarle in modo spesso estraneo al risultato che Beethoven si aspettava

Possiamo per comodità riassumere lo stato attuale dell’interpretazione beethoveniana con questo grafico:Grafico Quadranti 1Attraverso questo blog e le risorse collegate, cercherò di passarti tutte le informazioni di cui hai bisogno per migliorare l’autenticità delle tue interpretazioni e lasciarti alle spalle una volta per tutte edizioni e stili esecutivi non in linea con le intenzioni di Beethoven.

Qui troverai, oltre ai miei, gli articoli di due grandi esperti beethoveniani e miei punti di riferimento, che ho il piacere di ospitare qui per la prima volta in Italia:

  • Jonathan Del Mar, autore per Bärenreiter di edizioni che stanno aprendo nuove prospettive nel mondo dell’interpretazione beethoveniana “autentica”
  • Norbert Gertsch, direttore editoriale della casa editrice G. Henle Verlag, e co-autore del nuovo catalogo completo delle opere di Beethoven

Il nostro obiettivo è quello di portarti progressivamente a conquistare il quadrante in alto a destra della nostra “mappa”:

Grafico Quadranti 2

Come si chiama l’itinerario?

“Beethoven Autentico – Beethoven come lo ha scritto Beethoven”

Se il programma ti piace, non mi resta che augurati buona navigazione 😉

Benvenuto a bordo!

 

– Gabriele Riccobono –

2 thoughts on “Perché questo blog?

  1. Marcello Bufalini

    Questo blog è imprescindibile per chi sia interessato ad avvicinarsi in modo consapevole ai problemi testuali ed esecutivi della musica beethoveniana.

    Reply

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