Ipotesi sulle legature originali nell’Allegretto dell’op.10 n.2

By | 19/12/2016

Un dettaglio presente sulla maggior parte delle edizioni della Sonata op.10 n.2 potrebbe far pensare a un errore. L’analisi delle fonti rivela che qualcosa effettivamente non quadra, ma non dove ci si aspetterebbe…

Una delle urtext più autorevoli dell’op.10 n.2, curata da Hans Schmidt nel 1971, presenta così le battute iniziali dell’Allegretto:

sonata-op-10-n-2

Se qui la prima legatura copre soltanto sei misure, alla ripresa del tema (b.125) la situazione è diversa:

ripresa-b-125

Molti pianisti, davanti a tale difformità, penseranno a un possibile errore di stampa e decideranno quindi di suonare i due passi esattamente allo stesso modo.

Assimileranno cioè la seconda legatura alla prima (come per esempio a batt.125 dell’edizione curata da Franz Liszt)

liszt edita beethoven

o il contrario, racchiudendo entrambe le frasi sotto un’unica legatura.

Un’ulteriore variante vuole la legatura arrivare fino all’ultimo Lab (come suggerito ad esempio da Czerny nell‘op.500) già nell’esposizione:

Czerny op.10 legature

Cosa voleva Beethoven?

Non essendosi conservato l’autografo, la principale fonte di riferimento per l’op.10 n.2 resta l’edizione originale pubblicata da Joseph Eder nel 1798.

Se nell’esposizione vi troviamo sostanzialmente conferma di quanto riportato da Schmidt, così non è a batt.125 -132:

edizione-eder-op.10eder

Ora, studiando l’edizione di Eder nel suo complesso, emergono due dati che potrebbero essere rilevanti per la nostra indagine:

  1. Le legature terminano spesso PRIMA dell’ultima nota che sembrano comprendere
  2. Andando a capo, alcune legature sono omesse, implicite

Un esempio istruttivo è alle batt.153 – 154 dell’Allegro iniziale, dove le due legature alla mano sinistra non vengono riportate a capo, anche se coinvolgono evidentemente la misura successiva:

 

Beethoven, legature op.10 n.2

Date queste premesse, cosa possiamo ipotizzare per il nostro Allegretto?

Oltrepassando sull’edizione originale l’ultimo accordo della mano destra, la legatura della ripresa potrebbe terminare non a batt.131 ma a 132, comprendendo quindi anche il Lab.

Ad oggi non è possibile verificare quanto questa interpretazione corrisponda all’indicazione originale di Beethoven, ma ha il privilegio di tenere conto di tutti i dati fin qui analizzati.

Alle stesse conclusioni era già giunto Barry Cooper, sulla base presumo di considerazioni analoghe.

Il testimone, ora, ai pianisti.

 

Gabriele Riccobono
riccobono[at]beethovenautentico.com


Riferimenti

Beethoven, Ludwig van

  • Trois sonates pour le clavecin ou piano forte (…) Oeuvre 10; Eder, Vienna, 1798 (esemplare online: Bonn, Beethoven Archiv, HCB/C)
  • Sonaten für das Pianoforte Solo (…) unter Revision von Franz Liszt, vol.2; ed. Holle, Wolfenbüttel, 1857 (a cura di Franz Liszt)
  • Klaviersonaten, I, in Beethoven Werke – Complete Edition, sezione VII, vol. 2; G. Henle Verlag, Monaco-Duisburg, 1971 (a cura di Hans Schmidt)
  • The 35 Piano Sonatas, vol.1; ABRSM, Londra, 2007 (a cura di Barry Cooper)

Czerny, Carl

  • Supplement (oder 4.ter Theil) zur grossen Pianoforte-Schule op.500, Diabelli, Vienna, 1842

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