Norbert Gertsch, uno dei massimi esperti beethoveniani a livello internazionale, è sul nostro blog

Norbert Gertsch

Sono veramente orgoglioso di annunciarti che da oggi sulle pagine di Beethoven Autentico ospiteremo stabilmente nientemeno che il Dr. Norbert Gertsch, uno dei massimi esperti beethoveniani a livello internazionale.

Norbert dirige dal 2009 la prestigiosa casa editrice Henle Verlag, per i cui tipi è co-autore del nuovissimo catalogo completo delle opere di Beethoven.

I suoi articoli, pubblicati qui per la prima volta in Italia, daranno al nostro blog un grande valore aggiunto.

Nell’articolo di oggi Norbert ci parla di un punto problematico nella Sonata op.14 n.2 che la maggior parte delle edizioni ha interpretato in modo probabilmente sbagliato…

“QUELLA NOTA PROBABILMENTE È SBAGLIATA…”

Da circa dieci anni Murray Perahia e io stiamo lavorando a una nuova edizione delle sonate per pianoforte di Beethoven.

Tra quelle già pubblicate (al momento dieci, ma per le prossime non bisognerà aspettare altri vent’anni, promesso!) troviamo la Sonata op.14 n.2 in Sol maggiore – la decima, se preferisci contarle.

Purtroppo, come per tutte le sonate fino all’op.22, anche qui non abbiamo a disposizione nessun autografo.

Mancando poi anche gli schizzi e le altre fonti che si usano di solito per la datazione, non solo non sappiamo nulla sulle origini della Sonata, ma neppure quando fu composta con esattezza.

L’unico aiuto ci viene da un annuncio che ne pubblicizzava la prima edizione apparso sul Wiener Zeitung nel 1799, ma in ogni caso resta dubbio se l’anno di composizione fu quello o uno dei precedenti.

Data l’assenza di qualsiasi documento manoscritto e considerando che molto probabilmente Beethoven non ebbe niente a che fare con le edizioni successive, una Urtext non può che basarsi sull’edizione originale.

Anche questa, data alle stampe dall’editore Mollo di Vienna, presenta però un problema…

(che, bada bene, comunque si risolva sarà sempre chiaramente percepibile all’ascolto durante un’esecuzione della Sonata).

Eccolo qui:

Op.14 n.2

Op.14 n.2 B

Siamo nello Sviluppo del primo movimento.

Riesci a capire di cosa sto parlando?

Forse hai già eseguito la Sonata? Se è così, la tua attenzione sarà caduta molto probabilmente sulla prima nota della mano destra nella decima battuta del nostro esempio – il Re bemolle.

La maggior parte delle edizioni moderne, se non tutte, riportano al suo posto un Re naturale, scostandosi quindi dall’unica fonte esistente.

È chiaro che i motivi di questa scelta sono sostanzialmente tre:

(1) L’andamento armonico delle prime 5 battute a partire dal forte è: tre  battute sull’accordo di La bemolle maggiore; una battuta con la settima di dominante sul Re; una con la settima diminuita sul Fa#. 

Analogamente, il successivo gruppo di 5 battute potrebbe non avere un accordo diminuito sulla terza, ma presentare invece le prime tre misure tutte sull’accordo di Sol minore.

(2) Nella battuta col Reb manca chiaramente un bemolle davanti al Si, ragion per cui…

(3) …l’incisore ha presumibilmente fatto un errore (dopo la voltata) stampando inavvertitamente il bemolle una terza troppo in alto.

D’altra parte ci sono secondo noi almeno 3 valide ragioni per non deviare dalla fonte originale:

(1) All’epoca non era ancora abitudine stampare di nuovo le alterazioni per una nota o un gruppo di note ripetute da una battuta all’altra.

La stessa cosa si riscontra molto spesso anche nei manoscritti di Beethoven, dove queste alterazioni dopo la stanghetta NON sono ripetute.

È quindi molto facile che anche nel nostro caso Beethoven non abbia segnato il bemolle davanti al Si sul manoscritto, e che dunque l’incisore lo abbia omesso per questa ragione (nella terza battuta del primo gruppo, per esempio, manca un bemolle davanti al Mi grave nel rigo superiore).

Il altre parole, l’incisore potrebbe non aver affatto sbagliato, ma essersi limitato a riportare né più né meno quello che vedeva sull’autografo.

(2) Robert Levin ha scritto:

“Gli editori vogliono l’uniformità, gli artisti amano la varietà” 😀

Perché nel secondo gruppo Beethoven avrebbe dovuto per forza ripetere letteralmente la successione armonica del primo? Anche due battute dopo, nella quinta misura del secondo gruppo, ha fatto un’evidente modifica rispetto a quello che succedeva prima!

(3) Il Reb non è per nulla sbagliato dal punto di vista armonico, ma solo inaspettato.

Così per la nostra edizione ho deciso di seguire l’unica fonte disponibile e pubblicare un Reb, con relativa nota a fondo pagina.

Dagli una possibilità!

Io ho avuto modo di ascoltarlo molte volte in concerto dal maestro Perahia, e direi proprio che mi convince.

E a te?

 

– Norbert Gertsch –

Il Dr. Norbert Gertsch è autore di alcuni importanti contributi alla ricerca beethoveniana contemporanea, a partire dal nuovo catalogo completo delle opere di Beethoven. Trovi tutte le sue edizioni su www.henle.de

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2 thoughts on “Norbert Gertsch, uno dei massimi esperti beethoveniani a livello internazionale, è sul nostro blog

  1. Livio

    Appena testato il Reb, molto interessante!!
    Grazie 🙂

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