Sul ritornello della Patetica Rosen sbagliava: il Grave non va ripetuto. Ecco perché

È corretto, come va di moda in certi ambienti, ritornellare l’esposizione della Patetica ripetendo anche il Grave introduttivo? Mentre l’altro giorno riascoltavo un’esecuzione di Zimerman, nota appunto per questa particolarità (video sotto al min. 3:24) la mia attenzione è finita per caso su uno dei commenti su YouTube: “Se ripete l’esposizione dal Grave, deve esserci una valida ragione…”… Read More »

Norbert Gertsch, uno dei massimi esperti beethoveniani a livello internazionale, è sul nostro blog

Sono veramente orgoglioso di annunciarti che da oggi sulle pagine di Beethoven Autentico ospiteremo stabilmente nientemeno che il Dr. Norbert Gertsch, uno dei massimi esperti beethoveniani a livello internazionale. Norbert dirige dal 2009 la prestigiosa casa editrice Henle Verlag, per i cui tipi è co-autore del nuovissimo catalogo completo delle opere di Beethoven. I suoi articoli, pubblicati qui… Read More »

Quinta sinfonia: chi ha aggiunto le battute mancanti?

Perché le edizioni a stampa della Quinta sinfonia hanno 5 battute in più rispetto al manoscritto autografo di Beethoven? « Il grande Franco Ferrara, l’uomo che più mi è stato caro nella vita, mi telefonò un giorno e, con tono concitato, mi chiese se potevamo incontrarci subito. Tralasciai ogni cosa e andai da lui. Franco mi mostrò la prima pagina del facsimile… Read More »

Ritornelli sì o ritornelli no? Il caso dell’Eroica

Nell’ottobre del 1806 Beethoven fece pubblicare una curiosa nota in italiano nella prima edizione delle parti staccate dell’Eroica: “Questa sinfonia essendo scritta apposta più lunga delle solite, si deve eseguire più vicino al principio che alla fine di un’accademia e poco dopo un’overture, un’aria ed un concerto; acciocchè, sentita troppo tardi, non perda per l’uditore, già faticato dalle precedenti… Read More »

Anton Schindler e la truffa dei due metronomi di Beethoven

Scrive a metà ‘800 Anton Schindler, nella sua biografia beethoveniana: “Parlando della storia del metronomo di Mälzel, dobbiamo dire innanzi tutto che i congegni in realtà erano due. Il primo era una piramide di circa 30 cm (…) Su una placca di metallo si poteva leggere ‘Firma Mälzel’ e l’anno, 1815. L’asta del pendolo aveva solamente i numeri da 50 a 160.”… Read More »

Beethoven al pianoforte: le “note di troppo” della tradizione e perchè evitarle

Come ti ho mostrato nell’articolo precedente, la produzione per tastiera di Beethoven non era destinata allo strumento che noi oggi conosciamo col nome di pianoforte, quanto piuttosto al cosiddetto fortepiano. I problemi nascono quando editori e interpreti alterano le parti originali, manomettendo di fatto l’idea musicale del compositore col pretesto di “attualizzarla” – di adattarla, cioè, al pianoforte moderno. Il… Read More »