“Neppure Hummel poteva rivaleggiare con lui”

Un passo in cui Carl Czerny ricorda il modo di suonare di Beethoven, tratto dagli Anekdoten und Notizen über Beethoven *.

Die Intimen bei Beethoven, dipinto di Albert Gräfle (1876?)

“Era il 1808 oppure 1810, l’anno in cui il vecchio Pleyel venne a Vienna da Parigi, portando con sé i suoi ultimi quartetti d’archi, che furono eseguiti dal Principe Lobkowitz per un pubblico sceltissimo e di alto rango.

Alla fine fu chiesto a Beethoven, presente al concerto, di suonare qualcosa. Come di consueto, si fece pregare per lunghissimo tempo, e quasi con violenza fu finalmente trascinato al Clavier dalle signore presenti.

Visibilmente contrariato, germisce dal leggio del secondo violino la parte del secondo violino del quartetto di Pleyel, la butta sul leggio del fortepiano e inizia a improvvisare.

Non lo si udì mai improvvisare in maniera più brillante, originale e grandiosa che in quella sera.

Durante tutta l’improvvisazione risuonarono nella voce intermedia, come filo conduttore o cantus firmus, quelle apparentemente insignificanti note che si trovavano sulla pagina casualmente aperta di quel quartetto, mentre sopra ad esse venivano costruite nel più brillante stile da concerto le più audaci melodie e armonie.

Il vecchio Pleyel riuscì a mostrare tutto il suo stupore solo baciandogli le mani.

Dopo tali improvvisazioni Beethoven era solito in dirompere in un una fragorosa e divertita risata.

Nella velocità di esecuzione di scale, doppi trilli, salti etc. nessuno, neppure Hummel, poteva rivaleggiare con lui.

La sua postura nel suonare era impeccabilmente tranquilla, nobile e bella, senza la minima smorfia. Solo con l’avanzare della sordità [divenne] incurvato.

Le sue dita erano molto robuste, non lunghe, e sulla punta schiacciate dal tanto suonare. Mi disse spesso che in gioventù aveva studiato davvero tanto, spesso fin dopo mezzanotte”.

Traduzione di Giuseppe Mariotti
https://www.youtube.com/user/pianoxtechnique

* Aneddoti e appunti su Beethoven, autografo “Czerny 2” presso la Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Il testo originale recita:

“Es mag um 1808 oder 1810 gewesen seyn, daß der alte Pleyel aus Paris nach Wien kam und seine letzten Violinquartette mitbrachte, welche bey dem Fürsten Lobkowitz vor einer großen und hohen Gesellschaft aufgeführt wurden. Zum Schluße wurde der auch anwesende Beethoven ersucht etwas zu spielen. Wie gewöhnlich, ließ er sich unendlich lange bitten und wurde endlich fast mit Gewalt von den Damen zum Clavier gezogen. Unwillig reißt er vom Violinpult die noch aufgeschlagene 2te Violinstimme des Pleyelschen Quartetts, wirft sie auf das Pult des Fortepianos und beginnt zu fantasieren. Noch nie hatte man ihn glänzender, origineller und großartiger improvisieren gehört als an jenem Abend. Aber durch die ganze Improvisation gingen in den Mittelstimmen, wie ein Faden oder Cantus firmus, die an sich ganz unbedeutenden Noten durch, welche auf der zufällig aufgeschlagenen Seite jenes Quartetts standen, während er die kühnsten Melodien und Harmonien im brillantesten Concertstile darauf baute. Der alte Pleyel konnte sein Staunen nur dadurch zeigen, daß er ihm die Hände küßte. Nach solchen Improvisationen pflegte Beethoven in ein lautschaliendes vergnügtes Lachen auszubrechen. In der Geschwindigkeit der Scalen Doppeltriller, Sprünge, etc kam ihm keiner gleich / : auch Hummel nicht : / . Seine Haltung beim Spiel war musterhaft ruhig, edel und schön, ohne die geringste Grimasse / : nur bei zunehmender Harthörigkeit gebückt : / . Seine Finger waren sehr kräftig, nicht lang, und an der Spitze vom vielen Spielen breit gedrückt. Denn er sagte mir oft, daß er in seiner Jugend ungeheuer, oft meistens bis spät über Mitternacht, exerciert hatte.”

cfr. anche Czerny, “Über den richtigen Vortrag der sämtlichen Beethoven’schen Klavierwerke“, a cura di P. Badura-Skoda, Universal Edition No. 13340 (cap.2-3) e Kerst, Erinnerungen an Beethoven, vol.II.

Beethoven-Autentico-Vienna-2020

Nello stesso luogo in cui Beethoven improvvisò in quel “1808 o 1810”, il palazzo Lobkowitz a Vienna, terremo il prossimo 28 marzo l’evento speciale per il suo 250° anniversario: “Le sonate per pianoforte di Beethoven: prassi esecutive e fonti originali“. 

Se ti interessa partecipare o saperne di più, contattaci tramite: assistenzabeethovenautentico.com o info@beethovenautentico.com