“Suonare senza passione…”. La frase virale attribuita a Beethoven che non è di Beethoven

Conosci certamente questa frase spesso attribuita a Beethoven:

“Suonare una nota sbagliata è insignificante; suonare senza passione è imperdonabile.”

Invano la cercheresti però nelle lettere, nei quaderni di conversazione o nel diario, dato che non compare su nessuna delle fonti originali oggi note.

Questa sorta di slogan ormai virale è però somigliante – molto somigliante – a un passaggio delle “Biographische Notizen über Ludwig van Beethoven in cui Ferdinand Ries, che di Beethoven era stato allievo, racconta una sua lezione col Maestro.

Come vedremo, è da un fantasioso “ritocco” cinematografico (datato 1994) di questa pagina che sembra nascere la citazione dello pseudo-Beethoven.

Ma andiamo con ordine…

Il racconto di Ferdinand Ries: “Se sbagliavo un passaggio…”

Scrive Ries (e traduce per noi il prof. Giuseppe Mariotti, che come sempre ringrazio):

Se sbagliavo un passaggio, oppure note e salti che lui spesso voleva messi molto in risalto, di rado diceva qualcosa; ma se invece l’espressione, il crescendo ecc., o il carattere del pezzo lasciavano a desiderare, allora esplodeva, perché, come lui stesso diceva, il primo era un caso, l’altro una mancanza di consapevolezza, di sensibilità, di attenzione.”

La parte evidenziata è quanto di più vicino alla popolare citazione puoi trovare su una fonte d’epoca (indirettamente) collegata a Beethoven.

È da questa che presumibilmente attinsero per la scena del già citato film del ’94.

“La vostra mancanza di passione è imperdonabile”

La pellicola in questione è “Immortal Beloved” di Bernard Rose, con Gary Oldman nei panni del compositore.

Ecco il punto che ci interessa:

A mistake is nothing (…) your lack of passion is unforgivable.” [Un errore è nulla (…) la vostra mancanza di passione è imperdonabile.]

Se Ries è davvero la fonte, come sembra – film del genere hanno l’abitudine di riprendere, romanzandole, frasi e testimonianze originali o tradizionali – questo potrebbe essere il punto in cui si è originata la lezione falsata diffusa poi su giornali, radio, televisioni e social media.

Per esigenze narrative, Ries viene qui trasformato in Julie Guicciardi (Valeria Golino) e i suoi precisi riferimenti a “espressione, crescendo, carattere del pezzo” ecc. sono sostituiti da una vaga (e semanticamente diversalack of passion.

Seguirono ulteriori  adattamenti.

Ad esempio, in un volume del 1997 della rivista americana The Instrumentalist si trova, come segnalato da alcuni lettori:

"To play without passion is inexcusable" (1997)

La citazione è qui già ritenuta “famosa”, probabilmente grazie alla divulgazione del film con Oldman.

Da lì al testo oggi virale, il passo è breve.

In conclusione

L’origine che abbiamo descritto (Ries-film-media) è solo congetturale, ma due cose sono evidenti:

  • la frase Suonare una nota sbagliata è insignificante; suonare senza passione è imperdonabile.” non è originale;
  • se la sua fonte indiretta (supponendo l’itinerario ipotizzato corretto) è il racconto di Ries, e se riteniamo Ries attendibile, il passo da citare è il seguente:

“Se sbagliavo un passaggio, oppure note e salti che lui spesso voleva messi molto in risalto, di rado diceva qualcosa; ma se invece l’espressione, il crescendo ecc., o il carattere del pezzo lasciavano a desiderare, allora esplodeva.”

Se proprio si vuole volgarizzare, allora si sostituisca almeno il riferimento romanzato alla “mancanza di passione” con quello, fondato, a mancanze nell’espressione, nei crescendo o nel carattere del brano.

In ogni caso, come sempre, #bewarebeethoven.

 

Gabriele Riccobono
info@beethovenautentico.com

2 thoughts on ““Suonare senza passione…”. La frase virale attribuita a Beethoven che non è di Beethoven

  1. Silvia Leggio

    Interessante, l’uso del termine passione non è certamente di Beethoven che lavorava su dettagli espressivi molto più complessi di una generica passione.

    Reply
    1. Gabriele Riccobono Post author

      Grazie per il feedback, Silvia! Sì, in questo caso (se Ries è pienamente attendibile e se la citazione “social” è nata davvero come ipotizzato qui) Beethoven chiede qualcosa di un po’ più tecnico.

      Reply

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