Brevetto del metronomo di Johann Nepomuk Mälzel (Londra, A.D. 1815 n.3966)

By | 23/08/2018

Brevetto Maelzel, A.D. 1815


A.D. 1815  .  .  .  .  .  .  .  N° 3966.


Metronomo o Musical Timekeeper

Fascicolo del brevetto di Maelzel

A TUTTI COLORO A CUI PERVERRANNO I PRESENTI [documenti], io, John Maelzel, di Poland Street, nella Contea di Middlesex, meccanico, porgo i miei saluti.

DAL MOMENTO CHE Sua Maestà Eccellentissima Re Giorgio III, con la Sua concessione sotto il sigillo di Gran Bretagna e Irlanda, che porta la data di Westminster, 5 dicembre 1815, nel cinquantaseiesimo anno del Suo regno, ha dato e concesso a me, il suddetto John Maelzel, i miei esecutori, soci e assegnatari [“my exors, admors, and assigns”] la Sua licenza speciale, piena facoltà, unico privilegio e autorità per cui io, il suddetto John Maelzel, i miei esecutori, soci e assegnatari, durante il termine degli anni ivi espressi, dovremmo e potremmo legalmente fare, usare, esercitare e vendere in Inghilterra, Galles e nella città di Berwick-upon-Tweed, la mia invenzione di

“uno strumento o strumenti, macchina o macchine, per il miglioramento di tutte le esecuzioni musicali, che io denomino metronomo o musical timekeeper

nella cui concessione è contenuta una condizione che obbliga me, il suddetto John Maelzel, che sottoscrivo e sigillo, a produrre una descrizione accurata della natura della mia detta invenzione e del modo in cui la stessa debba essere usata, perché sia registrata presso la Corte di Cancelleria [“Court of Chancery“] di Sua Maestà entro i successivi sei mesi di calendario (…).

“Fascicolo del brevetto concesso a John Maelzel, di Poland Street, nella Contea di Middlesex; per il suo strumento o i suoi strumenti, macchina o macchine, per il miglioramento di tutte le esecuzioni musicali, che egli denomina Metronomo o Musical Time-keeper.” (2)


SAPPIATE, in conformità alla condizione sopra menzionata, che io sottoscritto John Maelzel dichiaro con la presente che la mia detta invenzione è descritta e stabilita nella maniera seguente; ossia: 

Il mio strumento o i miei strumenti, macchina o macchine, per il miglioramento di tutte le esecuzioni musicali, che io denomino metronomo o musical time-keeper, ha lo scopo di contare o battere il tempo per la musica, o in altre parole dividere, indicare o marcare uguali porzioni o intervalli di tempo, in modo da regolare e determinare il grado di rapidità o lentezza con cui ogni pezzo di musica dovrà essere eseguito.

Questi uguali intervalli di tempo sono misurati dalle oscillazioni di un particolare tipo di  pendolo, in modo che ogni oscillazione sia indicata in maniera udibile all’esecutore dal ticchettio o scatto di uno scappamento simile a quello usato in alcune descrizioni di orologi; e il detto scappamento, trasmettendo al pendolo l’azione del lavoro nel tempo [“maintaining power“] di un peso o una molla motrice, lo mantiene  in continua oscillazione fintanto che il peso o la molla continuano ad avere carica.

La costruzione del pendolo che ho impiegato nella mia macchina è tale da consentire un rapido aggiustamento del periodo delle sue oscillazioni, in modo che ogni numero necessario sia eseguito in un minuto di tempo, così da adattarlo al battito o mantenere il tempo di tutti i differenti tipi di musica, sia che il movimento della stessa musica sia lento o veloce.


Tavola Metronomo, figura 1

Fig. 1

In questo modo l’esecuzione musicale sarà migliorata, perché gli intervalli di tempo saranno sempre riferiti allo stesso standard, vale a dire il numero di oscillazioni al minuto; e in questo modo l’uguaglianza dei suddetti intervalli sarà ottenuta con maggior precisione rispetto al modo usuale di contare o battere uguali intervalli di tempo con la mano o col piede.

Ma si sappia che io non faccio alcuna rivendicazione sull’invenzione di contare o battere il tempo per l’esecuzione musicale tramite una macchina regolata da un pendolo; bensì per la particolare maniera e modalità, che ho inventato, di applicare un pendolo a una tale macchina, per cui il pendolo può con la più grande facilità essere fatto oscillare un più grande o più piccolo numero di volte al minuto, a piacere dell’esecutore; e questo permette che ogni oscillazione sia marcata dal ticchettio o scatto dello scappamento, senza nessun martello o apparato per tale scopo.

Per effettuare questa regolazione delle oscillazioni, rendo il pendolo più corto dal fulcro [“centre of motion“] al peso sull’asta, di modo che esso oscilli molto velocemente, o che quantomeno esegua l’oscillazione in un lasso molto più breve di quello richiesto per battere il tempo di qualsiasi musica, e continuo l’asta o il braccio del pendolo sopra il fulcro; e sopra la parte superiore dell’asta o braccio, io applico un secondo peso, o grave, in modo tale che sia possibile, a piacere, posizionarlo alla più grande o alla più piccola distanza dal fulcro; l’azione di questo secondo peso posizionato oltre il fulcro è di ritardare il moto del pendolo, e più in alto è posizionato rispetto al fulcro, più lenta sarà la vibrazione, e vice versa.

L’asta o braccio è divisa in tacche, e il peso secondario ha una presa a molla per mantenerlo su ogni tacca richiesta, supportandolo in ogni parte dell’asta.

Una scala è posta dietro al pendolo con una graduazione di fronte a ogni tacca, e le divisioni sono segnate con il numero di oscillazioni che il pendolo farà in un minuto, quando il [secondo] peso è posizionato sull’asta di fronte a ogni grado della scala.

Attraverso questa applicazione di un peso scorrevole alla parte superiore dell’asta o braccio, io posso rendere la macchina molto portabile e comoda; per un pendolo che oscillerà 40 o 50 volte al minuto, si troverà che ciò si adatta all’esecuzione della musica più lenta; e un pendolo per questo scopo, costruito secondo la mia invenzione, può essere contenuto in una macchina di un solo piede in altezza dal fulcro; lo stesso pendolo oscillerà 160 volte al minuto, mentre un comune pendolo, con un singolo peso o grave sotto il centro di sospensione, richiederebbe una lunghezza sconveniente per oscillare a una velocità così bassa di quaranta [volte] al minuto.


Tavola metronomo, figura 2

Fig. 2

Il metronomo, o musical time-keeper, può essere costruito in diverse forme e dimensioni e può essere mantenuto in movimento sia da una molla motrice, come un orologio da tasca, o da un peso alla maniera degli orologi a pendolo; e una ruota in ogni caso può essere introdotta per mantenere la macchina in azione per un più lungo o più corto periodo di tempo, e possono anche impiegarsi diversi tipi di scappamento, a patto che producano un battito sufficientemente udibile.

Ma per rendere questa mia descrizione più precisa, allego qui i disegni di due differenti costruzioni dello strumento: uno azionato da una molla motrice, l’altro da un peso.

La Fig.1 (tavola I) e la Fig.2 sono [rispettivamente] un prospetto e una sezione di un metronomo contenuto in una piramide o custodia ABC, ovvero ogni altra figura che possa essere applicata in accordo con la fantasia del costruttore; DE è quella parte dell’asta o braccio superiore al fulcro E, mentre F è il peso mobile montato su di essa. H è il grave o peso nell’estremità più bassa del pendolo.

Le stesse lettere di riferimento sono usate nelle Figg. 4 e 5, che rappresentano il meccanismo  fuori dal contenitore, per rendere la costruzione dello strumento più chiara.

I è l’asse su cui il pendolo oscilla, e alla sua estremità opposta sono fissate le due palette ab dello scappamento; queste palette sono azionate dai denti della ruota dello scappamento K, che ha sulla sua asse un pignone girato dalla ruota dentata L, a cui è fissato il bariletto della molla motrice M; l’albero m della ruota L e del bariletto alla fine di è a quadrello, Fig.5, e viene girato da una chiave quando la molla del metronomo dev’essere caricata.

Il cricchetto [“ratchet wheel“] n è fissato sull’albero m, e o agisce sui suoi denti per prevenire il ritorno dell’albero dopo che la molla è stata caricata, dato che l’albero non deve ruotare quando la macchina è in azione, sebbene la ruota e il bariletto girino attorno all’albero per mezzo dell’azione della molla.

La molla motrice è arrotolata nel bariletto M come quella di un orologio – l’estremità esterna della spirale è fissata all’interno del contenitore, mentre l’estremità interna è attaccata con un gancio all’albero m; dunque, quando l’albero viene girato applicando la chiave a m, questo carica la molla, e mentre il dente di tenuta del cricchetto n evita che l’albero torni indietro, la naturale tendenza o azione della molla di srotolarsi gira il bariletto e la ruota L nella direzione della freccia; il dente della ruota L, agendo sulle ali del pignone, gira la ruota dello scappamento K in direzione della sua freccia, e i denti della ruota dello scappamento K sono bloccati dalle palette ab, così da impedire che la ruota giri se non di un dente per ogni oscillazione del pendolo.


Tavola metronomo, figura 3

Fig. 3

Le palette sono due piccoli settori di acciaio lucido fissati all’asse I, a breve distanza uno dietro l’altro, e i bordi adiacenti sono esattamente allineati, come mostrato nelle Figg. 6 e 7.

Quando la parte alta del pendolo si inclina verso il lato sinistro della perpendicolare, la parte frontale della paletta a trattiene il dente della ruota dello scappamento, [che] scivola lungo il bordo della paletta a e finisce sulla seconda paletta b, come nella Fig.7; ma dato che il bordo della paletta è inclinato o angolato rispetto alla ruota che si muove, il dente scivola dando un impulso alla paletta, e fa oscillare il pendolo in avanti sul lato destro della perpendicolare, finché la sua gravitazione non viene riportata indietro;

e quando torna alla perpendicolare, il dente che nella Fig.7 era tra le due palette ab, e si è appoggiato contro il retro della paletta b, allo stesso modo scivola lungo il bordo inclinato di quella paletta, e il successivo dente della ruota cade sul davanti della paletta a, come in Fig.6; nello scivolare lungo il bordo della paletta b, il dente della ruota spinge il pendolo a sinistra e in questa maniera l’azione della macchina continua finché la molla si scarica e ci sarà di nuovo bisogno di armare il dispositivo.

Ogni volta che un dente della ruota va contro una delle due palette, produce un colpo che può essere chiaramente udito; ma per renderlo più udibile e distinto, il perno alla fine dell’asse del pendolo oltrepassa la barra, che la supporta, per sbattere contro un pezzo di lastra metallica, o legno sottile o altra simile sostanza, che allora riceve il colpo e fa un suono sufficiente quando la macchina è inserita nella piramide ABC (Fig.1 e 2), che potrebbe essere fatta di stagno o altro metallo, e il perno alla fine dell’asse del pendolo sbatte contro i lati della stessa, come mostrato in Fig.2.

La scala graduata che è mostrata dietro al pendolo in Fig.1 mostra dove posizionare il peso mobile F sull’asta DE, per farla oscillare ogni numero di volte al minuto necessario – il costruttore dello strumento deve apporre e sistemare la scala graduata con esperimenti.

Il telaio che supporta il meccanismo consiste in una placca di ottone P, a cui sono avvitate le barre p per supportare i perni delle ruote R; la Fig.2 [riporta] una piccola ruota che impedisce di caricare in eccesso: la molla gira attorno a un perno avvitato alla parte centrale della grande ruota L, e un dente sporgente o un perno che è fissato all’albero m della ruota L si inserisce nelle tacche sul bordo della ruota R, e in tal modo gira la ruota attorno al suo perno centrale di una tacca ogni volta che l’albero m compie una rivoluzione; ma ci sono tante tacche intagliate sul bordo della ruota R solo quante le volte che l’albero m deve girare per caricare la molla motrice, e quando questo numero di giri viene completato, il dente sporgente dell’albero m si ferma contro il lato della ruota R ed evita che l’albero venga girato ulteriormente, perché non c’è tacca nel bordo della ruota per ricevere il dente di fissaggio.


Tavole metronomo 4, 5 , 6 e 7

Figg. 4-7

Al posto del bariletto con la molla rappresentato nel disegno, il metronomo può essere azionato da un bariletto come quello usato negli orologi ordinari, e anche il numero delle ruote può essere incrementato per far sì che il movimento duri più a lungo senza ricaricare, se è ciò che si desidera.

Il metronomo mostrato in Fig. 3 è nella sua struttura più semplice, dal momento che può essere azionato da un peso invece che da una molla motrice, e in questo caso non richiede nessun’altra ruota all’infuri di quella dello scappamento K, se il peso può essere fatto discendere da altezza sufficiente.

Questo strumento è fatto per essere sospeso in perpendicolare rispetto a ogni luogo conveniente, e la barra di ottone o cassa dd, che supporta i perni della ruota di scappamento K, è assicurata a un rullo di legno, o scala R, che ha un gancio o un anello all’estremità superiore per cui lo strumento è sospeso;  il filo o corda a cui il peso M è legato passa su una puleggia montata sull’asse m della ruota dello scappamento, con un cricchetto e un dente di tenuta così da poter caricare il peso tirando giù il piccolo contrappeso attaccato all’estremità opposta del filo.

Lo scappamento e il pendolo con la sua scala graduata sono gli stessi in questa macchina e nella precedente; nella parte superiore della scala vi è un piccolo pezzo di ottone V che ripiega su una cerniera o un giunto, intercettando la parte superiore del pendolo per fermare il movimento quando richiesto.

In fede di ciò, io, il suddetto John Maelzel, appongo la mia firma e il mio sigillo, il primo giorno di giugno dell’anno del Signore milleottocentosedici.
 
 
JOHN [locus sigilli] MAELZEL
 
 
E SI RICORDI che il primo giorno di giugno dell’anno del Signore 1816 il suddetto John Maelzel, con l’interprete Gottlieb Lewis Engelbac, è venuto d’innanzi al nostro suddetto Re nella Sua Cancelleria e ha riconosciuto il presente fascicolo brevettuale e tutto ciò che vi è contenuto e precisato, nella forma scritta in alto. E anche il suddetto fascicolo è stato timbrato secondo il tenore dello Statuto fatto per questo scopo.
 
Registrato il primo giorno di giugno nell’anno del Signore milleottocentosedici.
 

Traduzione di Gabriele Riccobono per beethovenautentico.com.
info@beethovenautentico.com

Tutti i diritti riservati.

 
Le figure allegate sono tratte dalla stampa di Eyre & Spottiswoode (1) e recano l’indicazione “Drawn on Stone by Malby & Sons
 
Un sentito ringraziamento alla British Library di Londra e a Giuseppe Mariotti, Rinaldo Nani e Armando Orlandi per le preziose indicazioni.
 
Fonti
 
  1. Il documento è stato tradotto seguendone la versione stampata da Eyre & Spottiswoode nel 1856: “Londra: stampato da George Edward Eyre e William Spottiswoode, stampatori di Sua Eccellentissima Maestà la Regina. 1856”
  2. In The Repertory of Arts, Manufactures and Agriculture” (Vol.XXXIII, seconda serie, Londra, 1818; copia digitale della Library of University of Michigan) è riportato un sostanzioso estratto dello stesso testo, preceduto dall’intestazione seguente: “Fascicolo del brevetto concesso a John Maelzel, di Poland Street, nella Contea di Middlesex; per il suo strumento o i suoi strumenti, macchina o macchine, per il miglioramento di tutte le esecuzioni musicali, che egli denomina Metronomo o Musical Time-keeper.” 

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