Category Archives: Gabriele Riccobono

Gabriele-RiccobonoGabriele Riccobono, fondatore e responsabile di Beethoven Autentico. Sono un musicista che a un certo punto (era il 2008) si è stancato di sentirsi dire cose come “facciamolo così perché è tradizione”, “qui cambiamo le legature perché lo dice Rosen”: io volevo suonare rispettando Beethoven il più possibile, e ho quindi iniziato a studiare Beethoven per cercare di distinguere quello che era veramente (ed empiricamente dimostrabile come) suo da tutto il resto.

Negli anni, ho notato che:

– molte edizioni si sono allontanate (volontariamente o meno) dalle indicazioni di Beethoven;
– molte “tradizioni” (dirò meglio: abitudini) sono nate da fraintendimenti o vere e proprie leggende metropolitane;
– molte fonti dell’epoca di Beethoven non hanno nulla a che fare con Beethoven;

e così via, a comporre un elenco molto lungo.

Di “Eméth” (che in ebraico significa Verità) tutti quegli interventi accumulati negli ultimi due secoli avevano lasciato visibile solo “meth” (morte).

Così, dopo 7 anni esatti di studio, analisi e ricerche, nel 2015 ho deciso che era il momento di cominciare a parlare a tutti i musicisti come me di questa “E” perduta, e di provare a cercarla insieme.

Ecco come è nato Beethoven Autentico.

E che quella “E” in ebraico sia un Aleph, che è l’origine, la fonte, è credo una coincidenza molto, molto bella.

Un errore comune nel finale della Prima sinfonia?

Torniamo a occuparci di un probabile errore in cui continua (involontariamente) a cadere il 99% degli interpreti che lavora sulla Prima sinfonia di Beethoven. Alla batt.246 del finale è infatti normale suonare un f improvviso sul battere, seguendo la quasi totalità delle edizioni. Se però osserviamo attentamente l’unica fonte originale della sinfonia (la prima edizione delle parti staccate… Read More »

Friedrich Nietzsche: “Se Beethoven tornasse…”

In un passo di Umano, troppo umano (1886) Friedrich Nietzsche pone indirettamente una questione di fondamentale importanza per gli interpreti di Beethoven: si possono alterare i “mezzi” scelti dal compositore (cambiare ad esempio una dinamica o inserire un tremolo e così via) senza alterare l’essenza stessa dell’opera?

Dal vibrato “selettivo” al vibrato continuo

L’uso del vibrato continuo negli archi si diffuse progressivamente durante i primi trent’anni del ‘900. Prima di allora, il vibrato era stato in prevalenza visto come un ornamento da adottare solo in determinate circostanze e con diverse gradazioni e tipologie (Spohr nella Violinschule ne individua ad esempio quattro). Ciò non significa che nel XVIII e nel XIX secolo non… Read More »

Variazioni “Diabelli”: discrepanze tra urtext e fonti originali

Nell’articolo di oggi cercherò di dare una (prima) risposta a un interessante quesito postoci da Alexander Lonquich – che ringrazio – su alcune problematiche forcelle nella ventesima delle cosiddette variazioni “Diabelli”. Ciò che leggerai non è che una temporanea ipotesi di lavoro, che andrà successivamente vagliata e, se necessario, modificata o sostituita. Sono in debito con le ricerche di… Read More »

“Suonare senza passione…”. La frase virale attribuita a Beethoven che non è di Beethoven

Conosci certamente questa frase spesso attribuita a Beethoven: “Suonare una nota sbagliata è insignificante; suonare senza passione è imperdonabile.” Invano la cercheresti però nelle lettere, nei quaderni di conversazione o nel diario, dato che non compare su nessuna delle fonti originali oggi note. Questa sorta di slogan ormai virale è però somigliante – molto somigliante – a un passaggio… Read More »

Sir George Smart: durate delle sinfonie di Beethoven (1819-1843)

Il direttore d’orchestra inglese Sir George Smart (1776-1867) aveva l’abitudine di registrare accuratamente sui programmi dei concerti la durata delle sue esecuzioni. Un esempio? Il programma della prima inglese della Nona sinfonia, diretta da Smart il 21 marzo 1825 presso l’Argyle Rooms, sede della londinese Philharmonic Society. È evidenziata la durata: 1 ora e 4 min. La tabella sottostante raccoglie… Read More »

Richter o Pollini: chi suona nel modo più autentico questo passo dell’op.110?

Siamo nella fuga finale dell’op.110, misure 168-174 (“Meno Allegro. Etwas langasamer”). La prima edizione originale della sonata – come vedremo tra poco, ce ne fu più di una – riporta il passo con alcune diteggiature e una particolare suddivisione tra le due mani. Indicazioni come quella evidenziata nell’immagine sono inequivocabili: si richiede che la destra incroci la sinistra,… Read More »