Category Archives: Gabriele Riccobono

Gabriele-RiccobonoGabriele Riccobono (Erice, 1990) fondatore e responsabile di Beethoven Autentico. È uno studioso specializzato in filologia e prassi esecutiva beethoveniana. Nel contesto del problema della demarcazione tra approcci scientifici e non scientifici nel campo degli studi beethoveniani, insieme al Dr. Rinaldo Nani, algoritmista, porta avanti una ricerca incentrata sulla definizione di modelli probabilistici per la gestione delle divergenze tra le fonti, con l’obiettivo di superare l’arbitrarietà spesso insita nel loro trattamento da parte della critica testuale ordinaria. Svolge attività di consulenza privata per gli interpreti, e tiene regolarmente corsi e seminari (il prossimo per il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, 22/23 novembre 2017). Per contatti: info@beethovenautentico.com

Intervista a Gabriele Riccobono su Linkiesta.it

I contemporanei di Beethoven rispettavano le sue indicazioni? Che ruolo ha avuto la sordità del compositore nei ritocchi di interpreti come Mahler? Qual è la specifica esigenza dei musicisti che ha dato vita al nostro progetto? E la differenza fondamentale tra Beethoven Autentico e gli altri approcci possibili? Sono alcuni dei temi toccati nell’intervista di Claudio Scaccianoce a Gabriele… Read More »

Inégalites in registrazioni beethoveniane del primo ‘900

“How long is a quarter note?” he [Moszkowski] was asked by a lady. Politely, he replied that it depended upon the music, some quarter notes being long and others short… (Harold Bauer) Cosa sono le inégalites? Scrive Johann Joachim Quantz nel suo Versuch (capitolo 17, nella sezione dedicata ai violinisti di ripieno, “Ripien-Violinisten“): “Se delle semicrome come quelle nella Tav. XX… Read More »

Il duetto in la maggiore per due violini (?) WoO 34

Tra i lavori postumi (e poco eseguiti) di Beethoven si annovera un duetto in la maggiore di sole 7 battute, senza indicazione di strumento.   La composizione, oggi nota col numero di catalogo WoO 34, risale all’aprile 1822. L’autografo, riprodotto di seguito, risulta pubblicato (in fac-simile) solo nel marzo 1898 dalla Revue Internationale de Musique. Nel 1901 Theodor von Frimmel… Read More »

Macchie di pioggia sull’autografo della (cosiddetta) “Appassionata”?

Nell’ottobre 1806, mentre Bonaparte si preparava ad entrare a Berlino dopo la storica vittoria di Jena, Beethoven si trovava a Grätz, in Slesia, nella residenza estiva del Principe Lichnowsky. Durante un ricevimento, tra i cui invitati erano alcuni ufficiali francesi, Lichnowsky [ritratto qui a lato, ndr] chiese a Beethoven di intrattenere gli ospiti improvvisando al pianoforte. Non sappiamo… Read More »

Prassi esecutive dell’epoca e aspettative di Beethoven: coincidono veramente?

Ha senso parlare di prassi esecutiva beethoveniana? C’è una differenza rispetto all’insieme delle prassi del periodo? A quale scopo focalizzarsi su Beethoven? Capita spesso che di fronte alle indicazioni di Beethoven si dica: “Questo importante trattato dell’epoca suggerisce x, quindi Beethoven voleva x.” Il ragionamento è più che comprensibile, ma in realtà non tiene conto di alcuni dati… Read More »

Non uniformare (sempre) Beethoven: il caso dell’op.28

Come comportarsi di fronte alle discrepanze tra le varie enunciazioni di un motivo? Sono volute? O si tratta piuttosto di sviste di Beethoven da correggere e uniformare? L’autografo della Sonata op.28 ci offre a questo riguardo un caso studio di notevole interesse. L’edizione originale della sonata op.28 ha nell’esposizione del primo tempo (batt.4) una legatura da Sol a… Read More »

Due errori da evitare nella Sonata op.109

L’edizione originale della Sonata op.109 (Schlesinger, 1821) riporta l’inizio della quarta variazione in modo diverso da quello, derivato dal manoscritto di Beethoven, a cui siamo abituati. Qual è la versione corretta? Non è raro che un’edizione autorizzata e supervisionata dal compositore, venendo per ultima, ne rappresenti meglio le intenzioni finali rispetto all’autografo. A volte però – ed è uno dei… Read More »

Un glissando di ottave nel Trio in do minore?

Ci siamo già occupati di glissando di ottave in Beethoven in due casi, a proposito del Primo concerto per pianoforte (I, 344-345) della “Waldstein” (III, 465-475) Potrebbe essercene un altro nel Trio op.1 n.3 – questa scala di ottave discendenti alla fine della sezione centrale del Menuetto (ed. originale Artaria, 1795): È un glissando? Analogie con i casi già esaminati… Read More »