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Critica delle edizioni

  /  Critica delle edizioni

Le fonti originali della sonata op.57 riportano gli arpeggi a batt.96-97 dell'Andante con moto con due significative differenze. Una difformità che ritroviamo naturalmente anche sulle edizioni oggi in commercio – che seguono ora l'una, ora l'altra versione. Cosa voleva Beethoven?Due differenze negli arpeggi fra autografo e prima edizioneOsserviamo anzitutto il manoscritto, conservato alla Bibliothèque Nationale de France.Abbiamo:un segno di arpeggio

Molte edizioni del Quarto concerto per pianoforte di Beethoven presentano una nota (ripetuta sette volte) diversa da quella che compare nelle fonti originali.Si tratta dei fa doppio-diesis del solista alle battute 76-79 del Rondo, che troviamo ad esempio nella Henle a cura di Hans-Werner Küthen.Una versione che ti sarà familiare, essendo stata adottata da molti grandi interpreti beethoveniani, come Wilhelm

Nell'articolo di oggi cercherò di dare una (prima) risposta a un interessante quesito postoci da Alexander Lonquich – che ringrazio – su alcune problematiche forcelle nella ventesima delle cosiddette variazioni "Diabelli".Ciò che leggerai non è che una temporanea ipotesi di lavoro, che andrà successivamente vagliata e, se necessario, modificata o sostituita.Sono in debito con le ricerche di Alan Tyson (per l'identificazione

Il primo di una serie di articoli in cui indagheremo otto punti controversi nella sezione centrale del "Lebhaft. Marschmäßig. Vivace alla marcia" dalla sonata per pianoforte op.101 di Beethoven.Un ottavo o un sedicesimo?Le edizioni della sonata op.101 riportano in due modi diversi il levare (batt.54b) di quello che per comodità chiameremo impropriamente "Trio": talvolta come sedicesimo, talvolta come ottavo.È il solito data smog

Editare un lavoro di Beethoven unicamente sulla base di una prima stampa è una grande sfida per ogni revisore che lavori a un'edizione critica.Il testo musicale della composizione è allora disponibile per l'edizione solo in uno stato più o meno incline a errori.Se si è conservato l'autografo, come forse ancora altre fonti manoscritte – ad esempio le matrici, riviste dallo stesso