Sette fa diesis originali “dimenticati” nel Quarto concerto di Beethoven

Molte edizioni del Quarto concerto per pianoforte di Beethoven presentano una nota (ripetuta sette volte) diversa da quella che compare nelle fonti originali.

Si tratta dei fa doppio-diesis del solista alle battute 76-79 del Rondo, che troviamo ad esempio nella Henle a cura di Hans-Werner Küthen.

Henle, fa doppio diesis batt.76-79

Una versione che ti sarà familiare, essendo stata adottata da molti grandi interpreti beethoveniani, come Wilhelm Backhaus.

Tuttavia diversa, come dicevamo, da quella delle fonti originali del concerto.

Cosa chiede Beethoven?

L’edizione originale delle parti, pubblicata a Vienna nel 1808, testimonia come Beethoven abbia chiesto in realtà sette semplici fa diesis.

Testo che già Franz Kullak, nella sua pionieristica edizione critica per Schirmer (New York, 1901) riportava,

segnalando in nota:

“Breitkopf & Haertel, così come Peters (questa comunque non in partitura), correggono, in corrispondenza con il passaggio parallelo a pag.55. Qui l’edizione originale dà solo fa diesis.”

Le ragioni dell’alterazione

Come scrive Kullak, i doppi diesis (anche in Breitkopf, l’edizione usata da Backhaus) furono plausibilmente introdotti per rendere il passo di 76-79 uguale al successivo di 295-298.

Oggi sappiamo però che questa tendenza a uniformare (dovuta a un particolare bias cognitivo) si scontra spesso, in Beethoven, con forti evidenze contrarie.

Non solo.

Nel caso specifico, la probabilità di esserci imbattuti in una dimenticanza del compositore è bassissima: non si tratta di aver omesso un doppio diesis, ma di averlo fatto per quattro battute consecutive.

Il (solito) problema Urtext

Di fronte a tutto questo, appare a nostro avviso incomprensibile la scelta della Henle citata in apertura, che

  • aggiunge i doppi diesis non presenti sulle fonti originali, dando per noi un peso improprio a fonti postume come la Breitkopf;
  • non li segnala immediatamente come interventi del revisore.

Pur non condividendo la scelta di Küthen, volendo proprio “correggere” il testo sarebbero bastate una nota in calce o delle parentesi quadre (come quelle della vecchia edizione Eulenburg) per garantire maggiore trasparenza ai musicisti.

Il passo originale

Rudolf Serkin, qui con Arturo Toscanini e l’NBC Symphony Orchestra, è tra i pochi pianisti ad aver adottato i fa diesis originali di Beethoven.

Questa è naturalmente la soluzione che anch’io ti consiglierei, allo stadio delle conoscenze attuali.

Se desideri lavorare insieme su questo o altri aspetti, restiamo come sempre a tua completa disposizione su AssistenzaBeethovenAutentico.com.

Gabriele Riccobono
responsabile del progetto Beethoven Autentico

Il 28 marzo 2020 a Vienna, (Eroica-Saal, Lobkowitz Palace), i colleghi ed io presenteremo i risultati di 5 anni di ricerche al convegno “Le sonate per pianoforte di Beethoven: prassi esecutive e fonti originali“.

Se ti interessa partecipare o saperne di più: https://www.eventbrite.it/e/registrazione-beethoven-autentico-vienna-2020-76555891733

    Aggiungi un commento