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Storia delle prassi

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Cosa significa il tratto obliquo che Beethoven pone a volte tra le note di un accordo? Un semplice arpeggio (come lo si rende di solito) o qualcosa di leggermente diverso? Interessanti evidenze da alcuni trattati dell'epoca. In vari casi troviamo nella produzione pianistica di Beethoven una linea obliqua sovrapposta alle note di un accordo, come nell'edizione originale delle sonata op.10 n.2

"Noi scriviamo in modo diverso da come eseguiamo." Vale anche per Beethoven il celebre motto di Couperin? Una piccola introduzione al mondo delle prassi esecutive storiche, con tre esempi dall'Andante con moto della Quinta sinfonia. Oggi è normale eseguire il passo che vedi di seguito (batt.23) esattamente "come scritto", distinguendo bene la terzina (viole) dal ritmo puntato (legni):Esiste però una tradizione che

Abbiamo visto nello scorso articolo che il famoso passo in ottave nel finale della Waldstein, come pure quello analogo del Primo Concerto, era plausibilmente nelle intenzioni di Beethoven un glissando.Ma in che modo veniva realizzato all'epoca? E come renderlo sugli strumenti attuali?La fonte cronologicamente più vicina a Beethoven, La vera Arte di suonare il Pianoforte di Johann Peter Milchmeyer, testo edito a Dresda nel

“Ascoltare Beethoven sugli strumenti di oggi è sempre sentire una sorta di trascrizione. Coloro che nutrono ancora delle illusioni a questo riguardo le perderanno andando a visitare un museo di strumenti antichi.”(Alfred Brendel) Per che strumento a tastiera ha veramente e prevalentemente scritto Beethoven? Nel 1782, agli inizi della sua carriera musicale e pochi mesi prima di diventare continuista nell’orchestra del Teatro di