Ferdinand Ries: “Quando Beethoven mi dava lezione…”

By | 28/11/2018

Che insegnante era Beethoven? Un ricordo delle sue lezioni dalle “Biographische Notizen über Ludwig van Beethoven” del suo allievo Ferdinand Ries.1

Ferdinand Ries nel 1832

“Quando Beethoven mi dava lezione2, devo dire che, contrariamente alla sua natura, egli era particolarmente paziente.

Non posso che attribuire ciò e la sua disposizione amichevole, solo di rado incostante, soprattutto al suo grande affetto e amicizia per mio padre.3

Così, mi permetteva talvolta di ripetere qualcosa dieci volte o anche più.

Nelle Variazioni in fa maggiore dedicate alla Principessa Odescalchi (Op. 34)4, dovetti ripetere le ultime variazioni in Adagio quasi per intero per diciassette volte; [Beethoven] era sempre insoddisfatto dell’espressione delle piccole cadenze, anche se mi pareva di suonare altrettanto bene quanto lui.

Quel giorno ricevetti quasi due ore di lezione.

Se sbagliavo un passaggio, oppure note e salti che lui spesso voleva messi molto in risalto, raramente diceva qualcosa; ma se invece l’espressione, il crescendo ecc., o il carattere del pezzo lasciavano a desiderare, allora esplodeva, perché, come lui stesso diceva, il primo era un caso, l’altro una mancanza di consapevolezza, di sensibilità, di attenzione.5

Il primo gli capitava molto spesso, anche suonando in pubblico.”

 

Fontehttps://catalog.hathitrust.org/Record/008602584 (New York Public Library)

Traduzione e note di Gabriele Riccobono e Giuseppe Mariotti per beethovenautentico.com. Tutti i diritti riservati.
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Riferimenti

  1. Biographische Notizen über Ludwig van Beethoven, von dr. F. G. Wegeler (…) und Ferdinand Ries” (Coblenz, K. Bädeker, 1838; pag.94)
  2. Giunto a Vienna nell’ottobre 1801, Ferdinand Ries (1784-1838) studiò pianoforte con Beethoven per quattro anni, fino al 1805.
  3. Franz Ries (1755-1846), padre di Ferdinand, fu insegnante e amico di Beethoven a Bonn.
  4. Sei variazioni su un tema originale op.34, pubblicate da Breitkopf & Härtel nel 1803
  5. Questo passo è probabilmente all’origine della falsa citazione spesso attribuita a Beethoven: “Suonare una nota sbagliata è insignificante; suonare senza passione è imperdonabile.” (cfr. https://beethovenautentico.com/beethoven-suonare-senza-passione/)

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