“Dategli soltanto il nome del loro favorito: non hanno bisogno d’altro”

Durante una serata dal conte Browne, a Baden, Ferdinand Ries lasciò credere per scherzo agli invitati che una sua marcia, improvvisata al momento, fosse l’ultima composizione di Beethoven. Il giorno dopo Beethoven arrivò però a Baden…

“Beethoven mi incaricò di suonare il pianoforte dal conte Browne. Questi soggiornava allora a Baden, nei pressi di Vienna, dove la sera fui spesso chiamato a suonare le opere di Beethoven alla presenza di entusiasti beethoveniani, talvolta leggendo la parte, talvolta a memoria.


Trois Grandes Marches op. 45 – Bureau des Arts, 358 (Beethoven-Haus, Bonn)

Qui ebbi l’opportunità di convincermi che, per la maggior parte delle persone, il solo nome [del compositore] può bastare a qualificare tutta una composizione come bella ed eccellente, o mediocre e cattiva.

Un giorno, stanco di suonare a memoria, improvvisai una Marcia, così come mi venne in mente, senza altre intenzioni. Un’anziana contessa, che letteralmente tormentava Beethoven con la sua devozione, ne fu deliziata, pensando si trattasse di una sua nuova composizione – cosa che io, per prendermi gioco di lei e degli altri entusiasti, mi affrettai a confermare.

Il giorno dopo Beethoven venne a Baden. Quando alla sera entrò nella stanza con il conte Browne, l’anziana donna iniziò a parlargli della più mirabile e geniale delle marce. Immagina il mio imbarazzo! Ben sapendo che Beethoven non avrebbe tollerato l’anziana contessa, lo presi in fretta da parte e gli bisbigliai che avevo solo voluto prendermi gioco della sua stupidità.

Per mia fortuna egli prese per buona la spiegazione, ma il il mio imbarazzo crebbe quando mi fu chiesto di ripetere la Marcia, e fu ancora peggio dal momento che Beethoven stava in piedi di fianco a me. Ricevette da tutti i più straordinari elogi per il suo genio, ascoltando inquieto e pieno di rabbia, finché non scoppiò in una fragorosa risata.


“Man gebe ihnen nur den Namen ihres Lieblings; mehr brauchen sie nicht.” (“Dategli soltanto il nome del loro favorito: non hanno bisogno d’altro”)

Più tardi mi disse: “Vede, mio caro Ries, costoro sono i grandi intenditori, che pretendono di saper giudicare ogni composizione così bene e così acutamente. Dategli soltanto il nome del loro favorito: non hanno bisogno d’altro.”

La Marcia ebbe di buono che il conte Browne commissionò immediatamente a Beethoven la composizione delle tre Marce per pianoforte a quattro mani dedicate alla principessa Esterhazy (Op. 45).”

Traduzione di Gabriele Riccobono
info@beethovenautentico.com

Fonte: “Biographische Notizen über Ludwig van Beethoven, von dr. F. G. Wegeler … und Ferdinand Ries“, Coblenza, Bädeker, 1838 (pagg.90-91).

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