Sir George Smart: durate delle sinfonie di Beethoven (1819-1843)

By | 15/09/2018

Il direttore d’orchestra inglese Sir George Smart (1776-1867) aveva l’abitudine di registrare accuratamente sui programmi dei concerti la durata delle sue esecuzioni.

Un esempio? Il programma della prima inglese della Nona sinfonia, diretta da Smart il 21 marzo 1825 presso l’Argyle Rooms, sede della londinese Philharmonic Society.

È evidenziata la durata: 1 ora e 4 min.

Philharmonic Society, Smart, Beethoven sinfonia n

La tabella sottostante raccoglie tutte le annotazioni analoghe riferite da Sir George alle sue esecuzioni delle sinfonie di Beethoven dal 1819 al 1843.

SinfoniaDurataData
n.125 min.30 aprile 1821
n.234 min.22 febbraio 1819
n.341 min.24 aprile 1820
50 min.5 marzo 1838
33 min.18 maggio 1842
n.431 min.21 febbraio 1825
35 min.3 luglio 1843
n.527 min.10 febbraio 1819
31 min.19 marzo 1827
30 min.12 marzo 1832
n.637 min.28 maggio 1821
32 min.5 maggio 1823
32,5 min.23 marzo 1829
39 min.11 maggio 1835
40 min.9 maggio 1836
38 min.12 giugno 1837
n.735 min.26 febbraio 1821
n.830 min.17 marzo 1834
n.91 ora e 4 min.21 marzo 1825
1 ora e 7,5 min.17 aprile 1837
1 ora e 1,5 min.3 maggio 1841

Tali durate possono essere ricollegate solo parzialmente alle indicazioni di tempo che Smart aveva ricevuto dallo stesso Beethoven il 16 settembre 1825, essendo in parte anteriori a quella data – quando, come ricorda sul suo diario:

“Beethoven mi diede il tempo, suonando i temi al pianoforte, di molte delle sue sinfonie, inclusa la Sinfonia Corale, la cui esecuzione, secondo il suo resoconto, durò solo tre quarti d’ora. I presenti, cioè [Karl] Holz, un violinista amateur; Carl Beethoven, il nipote; oltre al giovane Ries, furono d’accordo che l’esecuzione a Vienna durò solo quel tempo; ciò mi sembra del tutto impossibile.”

Tuttavia, e ciò resta per il momento una semplice congettura, Smart potrebbe aver ricevuto alcune precedenti indicazioni da Beethoven per il tramite di altri, ad esempio Ferdinand Ries – e forse avuto accesso ai metronomi originali.

L’assenza di informazioni complete sui ritornelli (furono rispettati? tutti o in parte? sempre o a volte?) rende difficile un confronto diretto tra le varie durate indicate.

Le annotazioni di Smart restano comunque preziose, come vedremo in futuro, in più di un ambito di ricerca.

 

Gabriele Riccobono
info@beethovenautentico.com


Riferimenti

Fonte: i programmi originali annotati da Smart sono conservati, con gli altri documenti del direttore, presso la British Library (MS. 41771-9, MS. 42225, C.61.h.2 e K.6.d.3). Furono portati all’attenzione degli studiosi da Nicholas Temperley in “Tempo and Repeats in the Early Nineteenth Century.” (Music & Letters, vol. 47, n. 4, 1966; pagg. 323–336).

Per una panoramica sull’attività di Smart, si veda John Carnelley, “George Smart and Nineteenth-century London Concert Life” (The Boydell Press, Woodbridge, 2015).

Una breve discussione delle durate di Smart è in “Beethoven on Beethoven” di William S. Newman (New York, 1988; pagg.98-99).

Ulteriori informazioni sono disponibili in Rachel Johnson, “Reading Between the Lines: Sir George Smart’s Annotated Programmes for Manchester’s 1836 Musical Festival” (eBLJ 2018, Article 9) e Arthur Searle, “The First British Performances of Beethoven’s ‘Choral’ Symphony: The Philharmonic Society and Sir George Smart” (eBLJ 2010, Article 4).

 

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