I 4 tipi di vibrato e la sostituzione del dito nella Violinschule di Ludwig Spohr

By | 21/11/2018

Ludwig Spohr, Violinschule (Vienna, 1832)“Agli abbellimenti appartengono anche il vibrato* (tremolo) e la sostituzione del dito sulla stessa nota.

Quando il cantante canta con passione o la sua voce aumenta al massimo dell’intensità, produce delle vibrazioni simili a quelle di una campana colpita con forza.

Tali vibrazioni, come molte altre peculiarità della voce umana, possono essere imitate dal violinista.

Consistono nell’ondulamento della nota presa, che si estende in modo alterno leggermente al di sotto e al di sopra dell’ intonazione pura, ed è prodotto dal movimento tremolante della mano sinistra nella direzione dal capotasto al ponticello.

Questo movimento, comunque, non dovrebbe essere troppo pronunciato, in modo che la mancanza di purezza del suono sia appena avvertibile all’orecchio.

Nelle composizioni antiche questo vibrato è talvolta indicato da una serie di punti · · · · · · · · · · ·  o dalla parola tremolo; nelle moderne, invece, il suo impiego è lasciato interamente agli esecutori, che devono ad ogni modo guardarsi dall’usarlo troppo spesso, e in contesti impropri.

In casi che corrispondono ai citati, in cui il vibrato è osservato dal cantante, anche il violinista può servirsene; è dunque impiegato solo in uno stile d’esecuzione appassionato e in note fortemente accentuate segnate con fz>.

Allo stesso modo, esso può animare o rinforzare note lunghe sostenute; e se su tali note è introdotto un crescendo da p a f , un effetto bellissimo risulta quando il vibrato inizia lentamente e, in proporzione all’aumento di intensità [del crescendo], si aumentano gradualmente le vibrazioni.

Anche un inizio veloce e un progressivo allargamento del vibrato produce un buon effetto in corrispondenza di un suono forte che diminuisce delicatamente.

Il vibrato può quindi essere diviso in quattro specie:

  • il tremolo veloce, per le note fortemente accentate;
  • quello lento, per le note sostenute in passaggi di profondo pathos;
  • quello che inizia lento e gradualmente accelera, per note lunghe suonate in crescendo;
  • quello che inizia rapido e gradualmente rallenta, per le note di quel genere suonate in diminuendo.

Le due ultime specie sono difficili e richiedono molta pratica affinché le vibrazioni possano sempre essere accelerate e ritardate in modo perfettamente regolare, senza nessun cambio improvviso da lento a veloce e viceversa.

Cambiando dito su una stessa nota, imiteremo un’altra proprietà del canto: la separazione di due note della stessa altezza data dalla pronuncia di una nuova sillaba sulla seconda di esse, entrambe cantate in un fiato.

Anche se il violinista di solito rende questa separazione tra due note uguali con una pausa o un cambio d’arco, è qui realizzata sostituendo un dito con l’altro durante il regolare e continuo movimento dell’arco.

La mano viene dunque tirata indietro o portata in avanti, finché il dito che deve sostituire il primo non cade naturalmente al suo posto, per esempio:

Spohr, esempio cambio di dito

In questo caso, il secondo dito è portato indietro da mi (+) a do, in modo che il quarto possa cadere sul secondo mi; quindi, il terzo è portato avanti da re (*) a fa, così che il primo possa occupare il suo posto; e infine, il primo è portato indietro da mi (*) a si, in modo che il quarto possa cadere sul secondo mi.

Questo scivolamento sulle note menzionate non deve comunque essere udibile, né il passo eseguito come segue:

Spohr, esempio cambio di dito n.2.

Al contrario, la sostituzione del dito deve essere effettuata così rapidamente che l’orecchio possa appena accorgersi del momento in cui la prima nota viene lasciata.

Per la pratica di questo e del vibrato serve il seguente esercizio.

Spohr, Violinschule, esercizio vibrato (Bebung)_1

Spohr, Violinschule, esercizio vibrato (Bebung)_2

Spohr, Violinschule, esercizio vibrato (Bebung)_3

Spohr, Violinschule, esercizio vibrato (Bebung)_4

Spohr, Violinschule, esercizio vibrato (Bebung)_5

Il vibrato veloce è indicato con:

Vibrato veloce (Sporh)

il lento:

Vibrato lento (Spohr)

quello che gradualmente accelera:

Vibrato che accelera (Spohr)

e quello che rallenta:

Vibrato che rallenta (Spohr)

Dopo quanto è stato detto, la sostituzione del dito non richiede ulteriori spiegazioni.

Comunque, vorrei ancora far notare che il dito che sostituisce l’altro non deve essere premuto finché la mano non abbia assunto la posizione in cui, senza essere esteso o tirato indietro, [il dito] possa prendere il proprio posto.

Questo esercizio comincia con uno staccato non ancora praticato dall’allievo, ossia quello in accordi spezzati.

Si suona in maniera simile a quello in passaggi in scala, ma richiede che ci si guardi con ancora più attenzione dal balzare [springen] dell’arco.

Gli abbellimenti scritti in notine alle batt.4 e 8 si eseguono nel modo prima descritto: il primo in biscrome, il secondo in terzine di semicrome.

Nell’ultimo quarto della batt.14

Spohr, Violinschule, diteggiatura esercizio

per la penultima nota è usato il secondo dito, così che la terza maggiore da sol diesis a mi sia presa meglio e più facilmente che con l’impiego del terzo dito; nel frattempo, la mano rimane ferma in seconda posizione.

Nella batt.15 i due re diesis sono separati da un cambio di dito. Il primo inizia p e con un vibrato lento, che diviene gradualmente più veloce finché non arriva al secondo re diesis.

Le ultime quattro note della batt.50 si suonano in mezza posizione. A batt.60, a ogni sostituzione del dito la mano si sposta in basso di una posizione.

La prima metà del si legato di batt.65-66 si esegue cresc. con un vibrato che si intensifica gradualmente, mentre la seconda metà in dimin. con un progressivo ritorno al vibrato lento.”

 


Fonte: Ludwig Spohr, Violinschule, ed. Haslinger T.H. 6050, Vienna 1832 (pag.175 e ssgg). Consultata anche l’edizione inglese di John Bishop, Louis Spohr’s Celebrated Violin School, Cocks & Co. 5077, Londra 1843 (pag.163 e ssgg).

Traduzione di Gabriele Riccobono e Giuseppe Mariotti per beethovenautentico.com. Tutti i diritti riservati.

* N.B. Il termine qui tradotto con vibrato è nell’originale di Spohr “Bebung” (derivato dal verbo “Beben”) che letteralmente può essere reso con “tremito”, “fremito”, “palpito”. Nei dizionari di metà ‘800 si trovano locuzioni come “vor Zorn beben” (“fremere d’ira”) o “vor Verlangen beben” (“palpitare di desiderio”). Dall’unione con “Erde” (“terra”) si ha ancora oggi “Erdbeben” (“terremoto”).

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