I due tipi di portamento nel “Metodo di canto” di Vaccaj (1832)

Un estratto dal celebre Metodo pratico di canto italiano per camera di Nicola Vaccaj (Londra, 1832) in merito ai due “modi di portare la voce”. A cura di Zoe Papas.

“Per portare la voce non devesi intendere che si debba trascinare da una nota all’altra come abusivamente si suol fare; ma unire perfettamente un suono coll’altro.

Quando si sappiano ben legare le sillabe, come si è indicato nella prima Lezione, se ne imparerà più facilmente la maniera.* La sola voce però di un perito maestro è quella che ne può dare una distinta idea.

In due modi si può portare la voce.

Il primo è anticipando quasi insensibilmente colla stessa vocale della sillaba precedente la nota che segue, com’è indicato nel primo esempio.

Nelle frasi di molta grazia o di molta espressione produce un buon effetto; l’abusarne però è difetto, perché allora il canto riesce manierato e monotono.

L’altro modo meno usato è posticipando quasi insensibilmente la nota e pronunciandone la sillaba con quella che si lascia, come è indicato nel secondo esempio.”

A cura di Zoe Papas


Fonte: Nicola Vaccaj, Metodo pratico di canto italiano per camera, Lezione XIII, “Modo di portare la voce” (Londra, 1832)

* Nella prima Lezione, Vaccaj scrive:

“La divisione delle sillabe in questa prima Lezione è fuori dall’ordinario, per dare più che è possibile un’idea della maniera di pronunciare cantando; come si debba consumare con la voce l’intero valore di una o più note, ed unire la consonante alla sillaba susseguente.

Con ciò sarà più facile apprendere il Canto legato; cosa che non si può perfettamente insegnare che colla voce di un perito maestro.”

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