Il duetto in la maggiore per due violini (?) WoO 34

Tra i lavori postumi (e poco eseguiti) di Beethoven si annovera un duetto in la maggiore di sole 7 battute, senza indicazione di strumento.   La composizione, oggi nota col numero di catalogo WoO 34, risale all’aprile 1822. L’autografo, riprodotto di seguito, risulta pubblicato (in fac-simile) solo nel marzo 1898 dalla Revue Internationale de Musique. Nel 1901 Theodor von Frimmel… Read More »

Macchie di pioggia sull’autografo della (cosiddetta) “Appassionata”?

Nell’ottobre 1806, mentre Bonaparte si preparava ad entrare a Berlino dopo la storica vittoria di Jena, Beethoven si trovava a Grätz, in Slesia, nella residenza estiva del Principe Lichnowsky. Durante un ricevimento, tra i cui invitati erano alcuni ufficiali francesi, Lichnowsky [ritratto qui a lato, ndr] chiese a Beethoven di intrattenere gli ospiti improvvisando al pianoforte. Non sappiamo… Read More »

Ricerca musicale e matematica: un consolidamento inevitabile

[Intervista a Rinaldo Nani] Perché un esperto di algoritmi collabora sistematicamente al progetto Beethoven Autentico? Cosa ha a che fare la matematica con i manoscritti di Beethoven e le prassi esecutive storiche? Tutto nasce dal bisogno di gestire particolari comportamenti della nostra mente, responsabili di molte tradizionali distorsioni delle indicazioni di Beethoven. Ne parliamo direttamente con Rinaldo… Matematica… Read More »

Prassi esecutive dell’epoca e aspettative di Beethoven: coincidono veramente?

Ha senso parlare di prassi esecutiva beethoveniana? C’è una differenza rispetto all’insieme delle prassi del periodo? A quale scopo focalizzarsi su Beethoven? Capita spesso che di fronte alle indicazioni di Beethoven si dica: “Questo importante trattato dell’epoca suggerisce x, quindi Beethoven voleva x.” Il ragionamento è più che comprensibile, ma in realtà non tiene conto di alcuni dati… Read More »

Tre modi “storicamente informati” per eseguire un arpeggio in Beethoven

Cosa significa il tratto obliquo che Beethoven pone a volte tra le note di un accordo? Un semplice arpeggio (come lo si rende di solito) o qualcosa di leggermente diverso? Interessanti evidenze da alcuni trattati dell’epoca. In vari casi troviamo nella produzione pianistica di Beethoven una linea obliqua sovrapposta alle note di un accordo, come nell’edizione originale delle… Read More »

Non uniformare (sempre) Beethoven: il caso dell’op.28

Come comportarsi di fronte alle discrepanze tra le varie enunciazioni di un motivo? Sono volute? O si tratta piuttosto di sviste di Beethoven da correggere e uniformare? L’autografo della Sonata op.28 ci offre a questo riguardo un caso studio di notevole interesse. L’edizione originale della sonata op.28 ha nell’esposizione del primo tempo (batt.4) una legatura da Sol a… Read More »

Due errori da evitare nella Sonata op.109

L’edizione originale della Sonata op.109 (Schlesinger, 1821) riporta l’inizio della quarta variazione in modo diverso da quello, derivato dal manoscritto di Beethoven, a cui siamo abituati. Qual è la versione corretta? Non è raro che un’edizione autorizzata e supervisionata dal compositore, venendo per ultima, ne rappresenti meglio le intenzioni finali rispetto all’autografo. A volte però – ed è uno dei… Read More »

Un glissando di ottave nel Trio in do minore?

Ci siamo già occupati di glissando di ottave in Beethoven in due casi, a proposito del Primo concerto per pianoforte (I, 344-345) della “Waldstein” (III, 465-475) Potrebbe essercene un altro nel Trio op.1 n.3 – questa scala di ottave discendenti alla fine della sezione centrale del Menuetto (ed. originale Artaria, 1795): È un glissando? Analogie con i casi già esaminati… Read More »